domenica, novembre 05, 2006

Marco Lacivita


ROMA CAPUT BASKET
L’NBA Europe Live Tour sbarca a Roma, arrivano i Phoenix Suns!


ROMA, 7/10/2006 – L’attesa è finalmente finita. Sono sbarcati a Roma i Phoenix Suns. La risposta in città è stata altissima: biglietti esauriti da giorni, inaugurazione di due nuovi playground e in più la creazione di un villaggio NBA alle terme di Caracalla che in una settimana ha ricevuto la visita di oltre mille bambini. Una città impazzita per la pallacanestro come non succedeva da tempo: articoli in prima pagina su testate sportive e non, bimbi per strada che sfoggiano i completini bianchi e viola di Steve Nash e compagni, insomma un entusiasmo speciale per un evento davvero speciale.
L’ingresso all’interno del Palalottomatica è da brivido, il palazzo è quasi esaurito in ogni ordine di posto e il parterre sembra un palcoscenico in cui sfilano presidenti di società, politici, calciatori, ex-giocatori e sindaci tifosi.
La partita ha inizio, ma, già dopo la presentazione di entrambe le squadre si percepisce che lo spettacolo a cui si sta per assistere sarà qualcosa che di europeo, a parte il roster della Virtus Lottomatica Roma, avrà ben poco; basta infatti il primo time out per rendersi conto che non basteranno i classici due minuti a mostrare le coreografie di una trentina cheerleaders.
Come ci si poteva aspettare la partita in sé, trattandosi di un’esibizione, non offre grandi emozioni, tuttavia il pubblico del Palalottomatica sembra apprezzare e divertirsi. Come detto, alle giocate sul parquet si alternano spettacoli acrobatici, giochi circensi, intrattenimenti musicali e presentazione di antiche leggende NBA, insomma chi si aspetta un classico match di pallacanestro capisce di trovarsi nel luogo sbagliato.
Roma inizia la sua partita schierando Ilievski, Bodiroga, Hawkins, Garri e il nuovo centro greco Mavrokefalidis, dall’altra parte il quintetto di Phoenix propone Nash, Marion, Bell, Thomas e Diaw. Da un lato gli statunitensi mostrano la loro netta superiorità grazie ad un inizio di Marion devastante (i primi nove punti dei Suns sono suoi), dall’altro Bodiroga e Hawkins dimostrano di essere all’altezza dei loro avversari. Il primo quarto si chiude però sul punteggio di 27 – 17 per gli americani, con Mavrokefalidis che paga la severità della terna arbitrale con tre falli e Ilievski subito punito da Repesa.
Nel secondo quarto inizia lo show di Steve Nash, che, pur non in perfette condizioni fisiche, delizia gli occhi degli oltre diecimila spettatori del Palalottomatica, con assist e passaggi “no look” portando Phoenix al massimo vantaggio: + 14. Si risveglia Roma grazie alla zona ordinata da coach Repesa e all’ingresso di un buon Righetti; un parziale di 12 – 2, concluso dal solito Bodiroga porta Roma a quattro lunghezze dagli ospiti. Il finale di tempo è però tutto in favore dei Suns che, sfruttando un maggiore atletismo “bucano” in contropiede la difesa di Roma chiudendo sul 54 a 43 la seconda frazione di gioco.
Il terzo quarto riassume in due azioni la differenza tra le due squadre e forse tra due scuole di pallacanestro diverse: Ilievski e Hawkins falliscono l’alley oop che tanto male aveva fatto alle difese avversarie la scorsa stagione, dall’altra parte Nash ripete la stessa giocata con Marion, e la semplicità e la naturalezza con cui l’azione viene eseguita lascia il pubblico romano a bocca aperta. Il vero protagonista del quarto è però il brasiliano Leandro Barbosa che segna sia da fuori che dentro l’area pitturata, complice anche una difesa incapace di contenere il suo “primo passo”, e che porta Phoenix sul punteggio di 78 a 62.
Si apre così l’ultimo quarto di una partita che ha già decretato il suo vincitore; inizia il “garbage time” in cui tattica e difesa non hanno più senso e si pensa unicamente allo spettacolo, la partita si conclude con una schiacciata di Diaw sul punteggio di 93 – 100 per i Phoenix Suns.
Il Palalottomatica così lentamente si svuota, lasciando agli spettatori presenti la sensazione di aver assistito ad un evento unico, non tanto per la qualità del gioco espressa, quanto per l’organizzazione della serata nel suo insieme, improntata su un modello di intrattenimento a noi ancora estraneo, ma di certo piacevole.
La speranza è ovviamente quella di poter rivedere un franchigia NBA a Roma anche il prossimo anno; le carte in regola ci sono tutte: a partire dal particolare entusiasmo del pubblico romano – come è stato ammesso dagli stessi organizzatori dell’evento – fino ad arrivare al dichiarato amore del sindaco Veltroni per la pallacanestro.

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