Marco Lacivita
In memoria di Alphonso Ford
Omaggio ad Alphonso Ford, indimenticato campione di basket, sconfitto due anni fa dalla leucemia.
“Cari amici, sono nella sfortunata posizione di dover annunciare che non sarò in grado di disputare la stagione 2004-2005 con la Scavolini Pesaro. Purtroppo, le mie condizioni di salute non mi consentono più, a questo punto, di competere come un atleta professionista.
In questo momento, sono veramente grato verso tutti voi, e verso tutti gli allenatori, compagni di squadra, tifosi, arbitri e dirigenti che, nel corso di tutti questi anni, mi hanno dato l’opportunità di competere nello sport che ho amato di più.
Infine, per quanto riguarda il MIO CLUB, Scavolini Pesaro, voglio di cuore ringraziare ogni persona dell’organizzazione, i miei compagni di squadra, i miei allenatori e i nostri grandi tifosi.
Voglio che ognuno di voi continui ad avere fede.
Siate forti e combattete duro. Il mio cuore sarà sempre con tutti voi.
Con rispetto”.
Alphonso Ford
Alphonso “Fonzie” Gene Ford scrisse questa lettera il 26 Agosto del 2004, nove giorni prima di spegnersi in un ospedale a Memphis negli Stati Uniti.
Il 31 ottobre di quest’anno Ford avrebbe compiuto 35 anni. Noi vogliamo rendere omaggio a questo grandissimo campione, perché la sua memoria non si spenga, e il suo esempio rimanga per tutti una lezione di vita.
Alphonso nasce nel sud degli Stati Uniti, a Greewood nel Mississipi il 31 ottobre del 1971. Si avvicina sin da giovane alla pallacanestro, giocando prima nel suo liceo e poi alla Mississipi State Valley University., diventandone il giocatore più rappresentativo della sua storia (realizzando in quattro anni oltre 3000 punti) e diventando il primo giocatore della NCAA ad avere una media di 25 punti a partita per quattro stagioni consecutive.
Nel 1993 viene scelto al secondo giro del draft dai Philadephia 76ers; il suo fisico “normale” e la scarsa visibilità del suo college purtroppo non gli consentono di emergere nella lega professionistica, e così dopo due anni e sole 11 partite viene “relegato” nella CBA, la seconda lega cestistica americana.
Alphonso decise così di tentare fortuna in Europa, giocando prima in Spagna, poi in Turchia e in Grecia. Nella stagione 1999/00 ha finalmente la possibilità di mettersi in mostra in Eurolega – la competizione di maggior rilievo e prestigio nel Vecchio Continente – con la maglia del Peristeri Atene. Dopo tanti sacrifici Alphonso può finalmente mostrare le proprie qualità cestitiche all’intero palcoscenico europeo: egli non si lascerà sfuggire questa chance, risultando, infatti, il miglior realizzatore della competizione con 26 punti di media a partita.
All’età di 30 anni arriva la prima grande occasione della sua carriera: viene infatti ingaggiato dall’Olympiakos Pireo, uno dei più prestigiosi club europei. Alphonso Ford impressiona per le sue doti atletiche e tecniche diventando uno dei migliori giocatori del continente, viaggiando in Eurolega con la media di 21 punti a partita (ancora una volta top scorer della competizione) e portando la sua squadra alla conquista della Coppa di Grecia (realizzando in finale ben 24 punti).
L’anno successivo arriva finalmente la chiamata dal campionato italiano – uno dei più competitivi d’Europa – è infatti la Montepaschi di Siena, decisa a disputare una stagione da protagonista in Italia e in Europa, a puntare tutto su Alphonso. Anche questa volta Fonzie non tradisce le attese: in breve tempo diventa il leader indiscusso della squadra, migliore guardia della serie A e trascina Siena ad una storica semifinale scudetto. In Europa la stagione di Siena è ancora più esaltante, la Montepaschi approda alle final four di Barcellona, perdendo di soli due punti la semifinale con la Benetton Treviso, ancora una volta Ford si conferma miglior marcatore dell’Eurolega, diventando il beniamino della tifoseria senese.
Nel 2003 Alphonso Ford si trasferisce alla Scavolini Pesaro alla corte di coach Phil Melillo, portando la sua nuova squadra alla finale di Coppa Italia. In Campionato Pesaro cede a Siena in semifinale, Alphonso gioca la sua ultima partita il 29 maggio 2004 contro la sua ex squadra, realizzando nove punti in dodici minuti d’impiego. Pesaro gli propone un rinnovo di contratto, Alphonso tentenna, ma poi si convince a firmare; poco tempo dopo giunge a sorpresa il terribile annuncio e la commovente lettera (interalmente riportata sopra): dal 1997 era malato di leucemia.
Per ben sette anni Alphonso Ford teneva nascosta la malattia che lentamente e silenziosamente lo stava uccidendo, per ben sette anni egli ha continuato a giocare deliziando i parquet di tutta Europa e diventando l’idolo di molte tifoserie. Chi lo ha visto giocare lo ricorda come un grande campione e un atleta fuori dalla norma, infallibile nel suo tiro in sospensione e indifendibile nell’uno contro uno, aveva la capacità di far esaltare con le proprie giocate persino le tifoserie avversarie.
Mai protagonista fuori dal campo, sempre lontano dai riflettori e dai vizi, Alphonso Ford rimane un simbolo non solo per la pallacanestro italiana ed europea, ma anche per l’intero universo sportivo. Il suo amore per la vita e il basket, il suo coraggio e la sua determinazione nell’andare avanti ben consapevole del proprio destino devono rimanere una lezione e un modello da imitare per tutti.
domenica, novembre 05, 2006
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